francesco la vella

MINE al Linux Day di Sulmona


Il 24 Ottobre 2026 ho presentato MINE al Linux Day di Sulmona. È la prima volta che il progetto esce dal laboratorio per finire davanti a una platea vera — e mi sembra il momento giusto per raccontare dove siamo arrivati, e dove vogliamo andare.

Il problema da cui siamo partiti

Minecraft Education è uno strumento didattico fatto bene: Code Builder, Agent, NPC, portfolio, mondi gestiti per classe. Il problema è che gira solo su Windows, macOS, iPad e Chromebook, e serve una licenza Microsoft 365 Education. Chi ha un laboratorio Linux, o una scuola che vuole scegliere da sé il proprio stack, resta fuori a prescindere dal budget.

MINE nasce per portare quegli stessi strumenti didattici su Minecraft Java, che su Linux gira che è una meraviglia. Il server resta della scuola, il codice è di tutti, le lezioni le scrivono gli insegnanti.

Cosa abbiamo costruito

Il cuore del progetto è Byte: il robot che ogni studente programma, prima a blocchi, poi in Lua, poi — chi vuole spingersi oltre — in Python vero, nell’editor del browser o in Thonny sul PC. Lo stesso nome di funzione in ogni linguaggio (byte.forward(), per dire), cosi passare da un livello all’altro non significa ripartire da zero.

Intorno a Byte, in questi mesi abbiamo messo in piedi:

  • Sedici lezioni pronte, da un’ora ciascuna, con piano lezione e soluzioni: dai primi passi con sequenza e ciclo, fino al cifrario di Cesare e al controllo automatico con micro:bit o Arduino
  • Lezioni che si autocorreggono — il server guarda cosa Byte ha davvero costruito e dice allo studente cosa manca, con una sfida diversa a ogni tentativo
  • Ada e gli altri NPC, che parlano e fanno domande senza una riga di codice: si scrivono come un libro, le risposte scaricano in un foglio di calcolo
  • Portfolio e gallerie: fotocamera in-game, note dell’insegnante, export in pagine web
  • Mondi per classe e zone protette, con un comando per salvare e ripristinare
  • micro:bit, Arduino e Raspberry Pi Pico 2 W, via cavo o Wi-Fi: un pulsante sulla scheda apre una porta nel gioco, una leva nel gioco accende un cuore sulla scheda — anche senza scrivere codice, con due blocchi
  • Un installer per Linux: un comando, un servizio systemd, backup notturni, firewall configurato — un PC vecchio basta e avanza

Tutto Apache 2.0, costruito su Fabric e CC: Tweaked, con Blockly, MicroPython e CodeMirror per gli editor. E oltre cento test che girano dentro al gioco a ogni modifica, incluse le soluzioni delle lezioni in blocchi, Lua e Python.

Come è andata a Sulmona

Presentare MINE dal vivo, a un pubblico che smanetta con Linux per passione, è stato il banco di prova giusto: sono persone che capiscono subito perché “serve solo un PC Linux e un installer” è una frase importante, e perché “il codice è della scuola” non è uno slogan ma una scelta tecnica precisa.

Il prossimo passo: staccare la spina da Microsoft del tutto

C’è un limite che MINE non ha ancora risolto: per giocare serve comunque un account Minecraft Java, e Minecraft — per quanto la versione Java sia moddabile e aperta quanto basta per un progetto come questo — resta un prodotto di proprietà di Mojang, che è di Microsoft. Abbiamo tolto la scuola dalla dipendenza da Microsoft 365, ma il gioco sotto è ancora suo.

L’obiettivo che mi sono dato è portare il modello didattico di MINE — Byte, le lezioni autocorrette, l’editor a blocchi/Lua/Python, l’integrazione con le schede — su Luanti: il motore voxel libero, ex Minetest (ha cambiato nome nell’ottobre 2024), scritto in C++ con un’API di scripting interamente in Lua. Niente account da comprare, niente binario proprietario, licenza LGPL: l’ultimo pezzo di dipendenza da terzi che MINE si porta dietro sparirebbe.

C’è un dettaglio che rende questo passaggio meno folle di quanto sembri: Luanti parla Lua nativamente, lo stesso linguaggio che Byte già insegna come secondo livello dopo i blocchi. Non è un porting che stravolge la didattica — è la stessa progressione blocchi → Lua → Python, su un motore che non deve nulla a nessuno.

Non succederà dall’oggi al domani: Minecraft Java resta la versione supportata, e chi vuole usare MINE in classe oggi può farlo da subito. Ma la rotta è questa, ed è scritta nella roadmap del progetto.

Partecipa

MINE è un progetto di comunità, e le persone più preziose sono quelle che stanno davvero in classe.

  • Insegnanti: raccontateci le lezioni che fate, o vorreste fare, con Minecraft — decidono loro cosa costruiamo
  • Sviluppatori: Java e Fabric per il mod, Lua e Python per Byte, JavaScript per gli editor
  • Tecnici: provate MINE su PC veri, dal portatile vecchio al server di laboratorio
  • Traduttori: parliamo inglese e italiano, aiutateci ad arrivare più lontano

Il progetto è qui: github.com/francescolv/MINE — sito e documentazione su francescolv.github.io/MINE.